Video e immagini Simone Casetta, colonna sonora Arnoldo Mosca Mondadori.

 

Giugno 1998 –  PAUL HARRIS FELLOW

Gli viene attribuito il titolo di PAUL HARRIS FELLOW in segno di apprezzamento e riconoscenza per il suo tangibile e significativo apporto nel promuovere una miglior comprensione reciproca e amichevoli relazioni tra i popoli di tutto il mondo

 

Settembre 2011 – R.A.L.F.I. Premio internazionale di Letteratura

Diploma di elogio

R.A.L.F.I. Premio internazionale di Letteratura – Licata

Componimento poetico “L’insincero”

 

Ottobre 2011 – Premio letterario internazionale di Poesia e Narrativa

Consolato Generale dell’Ecuador

Premio letterario internazionale di Poesia e Narrativa

Libro “Utopia di una margherita”

Premio letterario dell'Ecuador consegnato a Pier Mario Vello nel 2011.

Premio letterario internazionale di Poesia e Narrativa consegnato a Pier Mario Vello nel 2011.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Novembre 2014 – IL SOLE 24 ORE

Istituzione del “Premio Pier Mario Vello alla Comunicazione Sociale “

 

Maggio 2015 – EXPO Milano

Targa e Auditorium di Cascina Triulza dedicati alla memoria di Pier Mario Vello

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Maggio 2015 – Letteralmente

Istituzione del “Premio Pier Mario Vello alla Cultura Civile”

Festival Letteralmente a cura di Moreno Gentili

 

Maggio 2015 – Compass Prize

Compass Prize assegnato da European Foundation Centre a Pier Mario Vello  durante la 26esima Annual General Assembly.

 

Torneo di calcio Pier Mario Vello presso il carcere San Vittore di Milano

 

In occasione dei festeggiamenti per i 25 anni di Fondazione Cariplo è stato organizzato un torneo di calcio all’interno del Carcere di San Vittore, un quadrangolare organizzato con la Gazzetta dello Sport e intitolato a Pier Mario, a ricordo del suo impegno sul sociale.
Significativo il momento in cui un detenuto ha ricevuto la coppa “Pier Mario Vello” .
Milano – Dicembre 2016

Consegna del premio Pier Mario Vello – Torneo di calcio Carcere di S. Vittore – Fondazione Cariplo

 

Intervento di Adriana Pavin, Fondazione Cariplo, Maggio 2016

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Pier Mario Vello aveva fatto della scrittura poetica un alimento per la sua mente.

Era una persona semplice, con quella semplicità tipica delle persone illuminate.

Anche se motivi per vantarsi ne aveva moltissimi.

Era molto colto. Una persona sensibile e colta, che faceva dell’empatia la sua guida per conoscere e vivere nel mondo in modo responsabile.

“MIGRANTI” è un argomento di grande attualità, che Pier Mario Vello ha anticipato in versi ricordando che…

“…la migrazione è anche la grande metafora dell’andare pericolosamente incontro al mondo nella vita,

nel realizzare il rischio dell’esserci

inoltrandosi oltre i confini protettivi,

in un approccio che è sempre,

inizialmente, ma comunque a lungo,

con l’ignoto”.

Avere l’animo di un poeta è un grande dono. Un dono i cui sentimenti si trasmettono, a volte inconsciamente, a tutti coloro con cui si viene in contatto.

E per comprendere cosa trasmette ai propri figli un padre poeta, ecco come lo ricorda la figlia Sara:

“Mio padre è stato in grado di far capire quanto l’umiltà sia la vera base per la conoscenza e l’unico approccio possibile per avvicinarsi alla vastità del sapere e per comprendere il segreto della felicità.

Nella sua poesia, Dio si ritrova negli occhi buoni di un bue. Il tenersi saldi ad un sorriso sarà la strada che ci salverà in un mondo ottuso e obnubilato dal potere.

Papà mi ha insegnato l’onestà, l’umiltà e la gioia per la vita, che sta nelle cose più semplici. E soprattutto mi ha insegnato ad essere felice”.

 

Lettera a Pier Mario

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Caro Pierma,
ci inorgogliva avere un amico come te che, lasciate le sudate carte della professione, si immergeva in quelle più amate della classicità e della cultura, da cui traeva preziosi spunti per parlare di cose alte e spesso dimenticate dai più: la religiosità della natura, la bellezza del dono e della generosità, la problematicità della migrazione.
Nel vuoto grande che lasci c’è la consolazione di poter trovare nei tuoi scritti ancora tanti significati e messaggi.
L’ironia era uno dei tanti aspetti della tua personalità: pur così di valore, sapevi anche non prenderti troppo sul serio, in questo aiutato da Nadia con cui hai costituito una coppia unica e adorabile.
G. e P.
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Lettera a Pier Mario, scritta in una camera d’albergo a Oslo

Caro Dottor Vello,
caro Pier Mario,
Le persone eccezionali irrompono nella vita ed altrettanto velocemente se ne vanno. Avevi appena scritto un libro sui migranti …. ora sei tu che hai intrapreso il viaggio!
Pier Mario, tu hai dato l’imprinting alla mia vita, te lo ripetevo ogni volta che ci si incontrava. Ora migrante anch’io, sentivo meglio il tuo grido, perché di grido si tratta, che mettevi nelle tue poesie assieme all’incessante ricerca di calma, di pace, di verità.
Un piccolo contributo da parte mia è stato portare in giro per l’ Europa molti dei tuoi insegnamenti…ora  patrimonio di tante persone in 26 paesi.
Devo tutto al tuo insegnamento ed in particolare ad una frase che ripetevi: “il bello il vero ed il buono” alla fine coincidono.
Il diverso per qualcuno va eliminato ed escluso …per me è fonte di ricchezza …questo mi hai insegnato.
Si pagano prezzi alla coerenza ai valori….ma ne vale la pena se si è veri uomini, uomini coraggiosi come te.
S.N.
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Lettera a Nadia e Sara

Ho avuto il privilegio di conoscere Pier Mario, al suo fianco ho trascorso i migliori anni in diverse realtà aziendali.
La sua forza, forza delle idee e della conoscenza, la grande dignità della sua vita semplice, la sua gioia nel raccontare e scrivere della sua terra, nel riporre fiducia e valorizzare l’altro, nello sforzo continuo contro l’arroganza e l’ignoranza.  A me ha cambiato la vita, ma credo a molti che hanno avuto la fortuna di incrociarlo.
A.C.
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From Brussels to Nadia

When I am working with the younger people in my organization, those who are young, keen, and curious, I think about how Pier Mario would have done all he could to empower and encourage such individuals. I first met Pier Mario when I was around 25 years old – a young female in a world dominated by older males. He was one of the few, who took the time to listen, to ask me what I was thinking during a meeting, was curious to know my advice (and followed it!), when it often seemed everyone else was too busy or too important to do so.
 
W.R.
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Lettera a Nadia

Con Mario si parlava ininterrottamente di poesia (con riferimenti anche alle complesse situazioni della nostra epoca, ma sempre tramite la mediazione di una sensibilità più alta e profonda). Si capiva che chi parlava era il poeta e che gli strumenti con cui interpretava il mondo erano un dono raro concesso a pochissimi e da quei pochissimi, cosa che lui faceva con grande generosità, messo a disposizione degli altri perché a loro volta potessero capire.

Mario la poesia la faceva esistere, la portava con sé, seminava la passione per il “lavoro del poeta”, per la ricerca, per la difesa e la valorizzazione di ciò che più da vicino riguarda l’uomo ovunque. Essere riconosciuto come vero, sicuro, autentico poeta dai maggiori studiosi della nostra letteratura, e con tanta convinzione, mi è sembrato il più onesto riconoscimento da parte di chi aveva tutti gli strumenti per farlo nei confronti di chi lo meritava nel profondo.
Nelle sue valutazioni e conseguenti decisioni e azioni si muoveva con una marcia in più e con una percezione della vita, delle persone e delle loro necessità ben diversa da quella dominante, una visione in cui giustizia, uguaglianza, educazione, cultura, progresso, innovazione prima di tutto delle coscienze e dei modelli di organizzazione sociale non erano parole vuote ma la giustificazione del suo passaggio nel mondo.
B.C.
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Testimonianze 

Carissima Nadia,
ogni volta che mi parli di Mario mi fai un regalo, ogni volta che aggiungi una sua parola a quelle che già conosco, mi apri un mondo, ogni volta che mi citi il suo pensiero, mi reputo onorata dalla sua amicizia e fortunata per averlo incontrato nella mia vita. Tutti coloro che lo hanno incontrato la pensano come me. E lo rimpiangono come lo rimpiangiamo tu ed io. C’è qualcosa che ci sfugge.
L.B.
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La prima volta che ho incontrato Mario è stato alla Fondazione Cariplo. Io ero lì a chiedere un finanziamento, quindi intimiditissima e preparata a un confronto più che altro finanziario. Abbiamo finito l’incontro parlando di poesia e di politica. Mi è  sembrato allora e  sempre come una figura scesa dal cielo, così alieno dal mondo in cui si trovava, che mi sono sempre chiesta come faceva a  reggere con tanta serenità.
G.R.
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Conobbi Mario quando giunsi al Pininfarina nell’anno 1970/71. Iniziò tra noi un’amicizia profonda e duratura basata su “affinità elettive”, anche se avvertivo che tra me e lui c’era un abisso per quanto concerneva la levatura intellettuale e spirituale. Era di animo mite e era sempre sorridente. E’ stato un “Grande”!

M.B.
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Da sinistra: la Console dell’Ecuador, la poetessa Ninnj Di Stefano Busà, la poetessa Tiziana Faoro, Faoro Franco, prof presso l’Univeristà Statale di Milano, Pier Mario Vello al Consolato dell’Ecuador in occasione della presentazione di un libro della poetessa Tiziana Faoro.

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Premio Pier Mario Vello alla Cultura Civile.

Il premio Pier Mario Vello, istituito da Moreno Gentili nell’ambito di Letteralmente Festival, è un riconoscimento a chi ha diffuso la cultura della parola scritta.

Il Premio Piermario Vello  è la chiusura naturale di un cerchio in ricordo di un uomo manager e poeta che ha saputo unire due mondi lontani con il pragmatismo di un uomo azienda e la visione di un artista – dice Giuseppe Guzzetti, Presidente della Fondazione Cariplo.– Piermario ha portato in Fondazione Cariplo grande innovazione, a lui saremo sempre grati per il cambiamento e la crescita che ha saputo realizzare. Con le sue opere gettava ponti, con i suoi principi insegnava. “La società generosa” si può considerare forse il tuo testamento spirituale, maturato con l’esperienza vissuta a capo della nostra organizzazione filantropica; all’interno di un quadro sociologico-filosofico e storico traccia un percorso ideale per l’uomo e le comunità in cui esso vive ed opera, che per essere realizzato ha bisogno di UN NUOVO UMANESIMO. Passando per i 10 postulati della nuova filantropia (tra cui: Il diritto universale di ogni uomo alla felicità, con il miglioramento delle condizioni di vita per tutti; l’unità di visione di soggetti che uniscono competenze e risorse finanziarie per il miglioramento civile; la generosità umana come azione strategica e organizzata; gli approcci necessariamente interdisciplinari per risolvere problematiche complesse), l’opera traccia una sintesi ideale, intima di quel che era Piermario Vello come persona, come professionista e come…sognatore”. 

Milano, Corriere della Sera 17 marzo 2017

Ricordo di un collega UNES

Grazie a PIER MARIO e a voi che avete rievocato questi lampi di LUCE, accesi insieme e portati a tutte le persone di UNES, fino a fare di UNES “il Great Place to Work” accanto a FERRARI.

LA FORZA RIVOLUZIONARIA DEL CAMBIAMENTO E LA CONDIVISIONE DELLA VISIONE E DEGLI INDIRIZZI STRATEGICI VIVE SEMPRE IN NOI, COME UN’ ESPERIENZA DI VITA CHE SI RINNOVA.

GRAZIE PIER MARIO.

M.G.

 

Intervista della Dr.ssa Elisa Bortoluzzi Dubach

“Mecenatismo e filantropia stanno acquisendo un peso sempre più rilevante all’interno della società contemporanea. In un momento storico in cui c’è da sopperire alla cronica mancanza di risorse da parte del settore pubblico, l’intervento dei mecenati, soprattutto in ambito locale e verso le comunità di riferimento, può davvero fare la differenza. Questo è particolarmente evidente per l’arte e la cultura; nell’ultimo periodo diversi centri di ricerca sono sorti proprio grazie alle idee e alle risorse messe in campo da grandi donatori.

Ne abbiamo parlato con Elisa Bortoluzzi Dubach, esperta di relazioni pubbliche e sponsoring in ambito internazionale, e del mondo delle fondazioni. Docente universitaria e autrice di numerose pubblicazioni, ha fatto dello studio di questo fenomeno un suo campo di ricerca privilegiato.

Che cosa muove il mecenatismo e la filantropia?

«La nozione di “dono” è centrale nel mecenatismo e nella filantropia. L’idea di “dono” rappresenta una sfida costante a un modello di comunità sociale nel quale i singoli stanno in reciproca relazione basandosi sull’utilità. A questa concezione, la filantropia e il mecenatismo oppongono l’idea di “società generosa”, teorizzata da Pier Mario Vello, già Segretario generale della Fondazione Cariplo. Vello ha scritto: “La generosità estende la sua area d’azione a tutto il tessuto sociale e si pone come forza gravitazionale e innesco dei fenomeni di riconoscimento e di riconoscenza, indispensabili affinché la società possa avere luogo”. La sua idea era che la generosità fosse il collante della società, la condizione necessaria perché una comunità potesse esistere come tale in modo civile. In altre parole, attribuiva all’etica un ruolo pari a quello del mercato e dello stato, riconoscendo all’etica la capacità di produrre innovazione e sperimentazione sociale e culturale.»

Intervista integrale